Il segnale che il cane usa per calmarsi

C’è un momento, spesso minuscolo, in cui ti accorgi che il tuo cane “ti sta parlando” senza emettere un suono. Magari sei fermo al semaforo con lui al guinzaglio, passa un altro cane e, invece di abbaiare, il tuo fa una cosa stranissima: sbadiglia. E tu pensi, “Ma come, hai sonno adesso?”. Ecco, proprio lì si nasconde uno dei segnali più importanti che usa per calmarsi.

Cosa sono davvero i segnali calmanti

I segnali calmanti sono comportamenti e posture che il cane mette in atto per ridurre la tensione, pacificarsi e comunicare intenzioni tranquille quando prova disagio o stress. Non sono “capricci”, né gesti casuali. Sono un linguaggio finissimo, fatto di micro movimenti, pause e sguardi, che serve a dire due cose insieme: “Sono un po’ in difficoltà” e “Non voglio guai, restiamo calmi”.

In pratica, è la sua cassetta degli attrezzi per la comunicazione sociale.

Il segnale più sottovalutato: lo sbadiglio

Tra tutti, lo sbadigliare è spesso quello che ci inganna di più. È comune, evidente e sembra “umano”. Ma nel cane può comparire proprio quando l’ambiente è carico: un incontro al guinzaglio, un rimprovero, una festa con troppe persone, anche solo un bambino che corre verso di lui.

Lo sbadiglio, in questi contesti, è un gesto di autoregolarizzazione. È come se il cane abbassasse il volume interno. E spesso funziona anche come messaggio verso l’altro: “Io non sono una minaccia”.

Gli altri segnali che ti conviene imparare a riconoscere

Il bello, e anche il difficile, è che raramente il cane usa un solo segnale. Di solito li combina, come frasi.

Ecco i principali, con un’indicazione pratica su quando potresti notarli:

  • Leccarsi labbra o naso: rapido, quasi un “tic”, frequente negli approcci. Spesso appare quando qualcuno invade lo spazio.
  • Girare la testa: interrompe il contatto visivo, può durare un secondo o diventare prolungato. È un modo elegante per dire “non voglio confronto”.
  • Distogliere lo sguardo: evita di fissare, perché lo sguardo fisso può essere percepito come sfida.
  • Immobilizzarsi (freezing): il cane si blocca, in piedi o seduto. Non è “obbedienza”, è spesso un picco di tensione.
  • Sedersi o sdraiarsi: spezza l’azione e abbassa l’energia della scena.
  • Muoversi lentamente: i movimenti lenti calmano, un po’ come abbassare le luci in una stanza rumorosa.
  • Sbattere le palpebre, socchiudere gli occhi: lo sguardo diventa morbido, meno diretto.
  • Orecchie tirate indietro: se accompagnate da fronte liscia e corpo rilassato, sono un segnale di pacificazione.

Il “doppio significato” che cambia tutto

La cosa che mi ha fatto davvero cambiare prospettiva è questa: questi segnali non sono solo “buone maniere”. Sono anche un indicatore di disagio.

Quindi quando il cane li usa, sta facendo due lavori contemporaneamente:

  1. gestisce le proprie emozioni (si calma),
  2. prova a influenzare l’altro (ti chiede calma, o chiede spazio).

Per questo è importante non interpretarli come “tutto ok”. Spesso significano: “Sto provando a farcela”.

Come rispondere nel modo giusto (senza complicarsi la vita)

Se noti uno o più segnali calmanti, puoi aiutare tantissimo con piccole mosse semplici:

  1. Fai una pausa: fermati, respira, allenta la situazione.
  2. Aumenta la distanza: mezzo metro in più può cambiare tutto, soprattutto negli incontri al guinzaglio.
  3. Evita di fissarlo negli occhi: uno sguardo morbido è più rassicurante.
  4. Rallenta i movimenti: anche tu, perché la tua velocità “contagia”.
  5. Offrigli una via d’uscita: spazio per girarsi, annusare, spostarsi.

La risposta alla domanda nascosta del titolo

Il segnale che il cane usa per calmarsi, quello che compare più spesso e che quasi tutti fraintendono, è proprio lo sbadiglio. Non è sonno, è una valvola di sicurezza. E quando lo riconosci, succede una cosa bella: inizi a leggere il tuo cane con più rispetto, e lui, di solito, inizia a fidarsi di più.

Redazione Maratona News

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