Ti è mai capitato di uscire per “una passeggiata rilassante” e ritrovarti, dopo trenta secondi, a fare sci nautico sull’asfalto? Se il tuo cane tira sempre al guinzaglio non sei solo, e soprattutto non sei “un cattivo proprietario”. Di solito è un mix di energia, emozioni e abitudini che, giorno dopo giorno, si sono consolidate.
Perché il cane tira davvero (spoiler: non lo fa “per sfida”)
Prima di correggere il comportamento, vale la pena indagare la causa. Spesso ce ne sono più di una, sovrapposte.
- Eccesso di energia: se il cane esce già carico come una molla, la passeggiata diventa uno sfogo. E quando lo sfogo è urgente, la calma va a farsi benedire.
- Abitudine rinforzata: se da cucciolo tirava e, tirando, arrivava dove voleva (un odore, un cane, un parchetto), ha imparato un’equazione semplice: “tiro = ottengo”.
- Eccitazione o paura: traffico, rumori, biciclette, persone, altri cani. L’emozione può essere positiva o negativa, ma il corpo reagisce uguale, tira per avvicinarsi o per allontanarsi.
- Comunicazione poco chiara: se a volte lo lasci tirare “perché hai fretta”, per lui le regole diventano un puzzle. La coerenza è la tua superpotenza.
- Istinto e predisposizione: alcune tipologie di cani sono più portate a “trainare”, è utile saperlo per calibrare aspettative e lavoro.
Attrezzatura: la base per lavorare senza stress
Qui non si tratta di “controllare di più”, ma di mettere il cane nelle condizioni di imparare senza dolore.
- Preferisci una pettorina anti-tiro ben regolata (ad esempio ERGOVEST), che aiuta a gestire la trazione senza fare pressione sul collo.
- Valuta un guinzaglio con ammortizzatore (ad esempio WAW ANTISHOCK) per ridurre gli strappi, soprattutto se il cane parte a razzo.
- Evita punizioni e strumenti che provocano fastidio o dolore, perché rischiano di aumentare ansia ed eccitazione, e di associare l’uscita a qualcosa di negativo.
Un punto importante: l’obiettivo non è “bloccarlo”, ma insegnare un nuovo modo di camminare.
Prima di uscire: 3 minuti che cambiano tutto
Molti sottovalutano questo passaggio, ma è qui che si costruisce metà del successo.
- Scarico fisico e mentale: una breve sessione di gioco, ricerca di bocconcini in casa, due esercizi di “seduto” e “resta”. Pensa alla passeggiata come a un appuntamento, ci arrivi meglio se sei già centrato.
- Rituale di calma: aggancia il guinzaglio solo quando il cane è seduto o almeno fermo. Se si agita, posa il guinzaglio e fai un passo indietro. Ripeti finché capisce che la calma “apre la porta”.
- Partenza lenta: i primi 20 metri sono spesso i più esplosivi. Prendili come un mini allenamento.
Durante la passeggiata: cosa fare, passo dopo passo
Qui entra in gioco il rinforzo positivo, concetto chiave dell’addestramento, e la pazienza “da artigiano”.
Le regole pratiche
- Premia il comportamento giusto: ogni volta che il cane cammina senza tensione, lodalo e dai un piccolo premio. All’inizio premia spesso, poi dirada.
- Se tira, non lo porta da nessuna parte: fermati come se fossi un palo. Appena il guinzaglio torna morbido, riparti. Il messaggio è chiarissimo.
- Cambio di direzione: se tira con insistenza, gira e vai dall’altra parte. Non serve strattonare, basta essere prevedibili nelle regole e imprevedibili nella direzione.
- Ritmo costante e distanza di sicurezza: se sai che certi stimoli lo accendono, aumenta la distanza. Imparare è più facile quando non è già “in soglia”.
Micro-obiettivi che funzionano
- 5 minuti di camminata tranquilla, poi pausa annusata come premio.
- Un tratto “vicino a me”, poi libertà di esplorare con guinzaglio morbido.
Esercizi essenziali (senza complicarti la vita)
- “Vicino”: due passi accanto a te, premio. Poi tre passi, premio. Costruisci gradualmente.
- “Fermo”: ti fermi, aspetti mezzo secondo, premio se resta. Allunga il tempo poco alla volta.
- Contatto visivo: quando ti guarda spontaneamente, premio. È il modo più semplice per migliorare attenzione e collaborazione.
Quanto tempo ci vuole e quando chiedere aiuto
I risultati arrivano con costanza: meglio sessioni brevi e frequenti che una “mega passeggiata” caotica. Se il tiro è legato a paura, reattività o stress marcato, un educatore cinofilo può accelerare il percorso e rendere tutto più sereno, per entrambi.
La cosa bella è che, mentre smette di tirare, spesso succede anche altro: la passeggiata diventa un dialogo. E a quel punto non stai più “tenendo” il cane, lo stai davvero accompagnando.




