Grondaie intasate? Ecco il metodo sicuro per pulirle senza salire pericolosamente sul tetto

Ti accorgi che qualcosa non torna quando piove “bene” e, invece del solito scorrere regolare, senti gorgoglii strani o vedi l’acqua traboccare dal bordo. Le grondaie intasate fanno questo effetto, prima ti ignorano per mesi, poi si fanno notare tutte insieme, spesso nel momento peggiore. La buona notizia è che puoi risolvere in modo sicuro anche restando a terra, o salendo solo il minimo indispensabile.

Perché si intasano (e perché conviene agire subito)

Foglie, aghi di pino, terriccio, semi, piccoli ramoscelli, a volte persino nidi o palline di muschio. Il mix perfetto per creare un tappo. Quando l’acqua non riesce a defluire, aumenta il peso nella canalina, l’umidità ristagna e possono comparire:

  • Traboccamenti vicino alle facciate, con aloni e infiltrazioni
  • Gocciolamenti continui che rovinano intonaco e legno
  • Pluviali ostruiti, cioè il vero collo di bottiglia del sistema

L’obiettivo non è solo “togliere lo sporco”, ma ripristinare un flusso libero fino allo scarico.

Il metodo più sicuro da terra: idropulitrice con sonda spurgatubi

Se vuoi un approccio quasi “da professionista”, questo è quello che mi ha convinto di più perché non richiede di camminare sul tetto e lavora dove serve davvero, nel tubo di discesa.

Come fare, passo dopo passo:

  1. Individua dove il pluviale scarica (a terra, in un pozzetto o in una griglia).
  2. Inserisci la sonda spurgatubi dal basso verso l’alto.
  3. Avanza lentamente finché senti resistenza, di solito è il tappo.
  4. Aziona la pressione e lascia che il getto disgreghi l’ostruzione, la sonda inizierà a “mangiare” spazio.
  5. Procedi fino a sentire che il tubo è libero, poi fai qualche passata di pulizia.

Un dettaglio che conta: tieni la pressione sotto controllo e lavora a impulsi, così eviti schizzi inutili e riduci il rischio di spingere il blocco più su.

Alternativa pratica: slitta di pulizia nella grondaia (una sola salita sulla scala)

C’è un sistema comodo quando il problema è soprattutto nella canalina, non nel pluviale. Si tratta di una slitta collegata a un tubo lungo (anche 20 metri) da usare con una idropulitrice. L’idea è semplice: la appoggi in grondaia e poi gestisci tutto da terra.

  • Salisci in scala solo per posizionarla in sicurezza.
  • Da terra azioni la pistola, gli ugelli spingono la slitta in avanti e lavano via lo sporco.
  • Procedi a tratti, controllando che l’acqua defluisca verso le bocche di scarico.

È un ottimo compromesso se vuoi limitare al massimo i movimenti in altezza.

Per detriti asciutti: soffiatore per foglie (quando la pendenza lo permette)

Se il tetto è a bassa pendenza e il materiale è asciutto, il soffiatore può fare miracoli. Non è la soluzione universale, ma è veloce.

Consigli pratici:

  • Indossa sempre occhiali protettivi (le grondaie sparano fuori di tutto).
  • Lavora a raffiche brevi, dirigendo i detriti verso un punto di raccolta.
  • Evita se trovi fango compatto o residui bagnati, lì l’aria non basta.

Se preferisci il manuale: più controllo, ma con protezioni

A volte vuoi semplicemente vedere cosa stai togliendo. In quel caso servono strumenti semplici ma giusti:

  • Guanti protettivi
  • Paletta per grondaie (o una paletta stretta)
  • Secchio o sacco robusto
  • Scala stabile (meglio ancora un piccolo trabattello)

Trucco utile: inizia dalla bocca di scarico e procedi allontanandoti. E sì, è più facile quando i detriti sono leggermente umidi, si staccano in “blocchi” invece di sbriciolarsi.

Pluviali ancora bloccati? La mossa finale

Se dopo la pulizia l’acqua scende lenta, prova così:

  1. Risciacquo con tubo da giardino dall’alto (se accessibile) o dal punto di scarico.
  2. Se non basta, usa una spirale da idraulico (serpente) per agganciare ed estrarre il tappo dal basso.

Qui l’obiettivo è ripristinare il passaggio, non “spingere e sperare”.

Controllo finale: il test che ti dice la verità

Concludi sempre con un risciacquo abbondante, anche una secchiata di acqua calda va bene. Se l’acqua scorre rapida e senza gorgoglii, hai finito davvero. E la prossima pioggia, invece di spaventarti, ti farà solo tirare un sospiro di sollievo.

Redazione Maratona News

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