Ti accorgi che qualcosa non torna quando piove “bene” e, invece del solito scorrere regolare, senti gorgoglii strani o vedi l’acqua traboccare dal bordo. Le grondaie intasate fanno questo effetto, prima ti ignorano per mesi, poi si fanno notare tutte insieme, spesso nel momento peggiore. La buona notizia è che puoi risolvere in modo sicuro anche restando a terra, o salendo solo il minimo indispensabile.
Perché si intasano (e perché conviene agire subito)
Foglie, aghi di pino, terriccio, semi, piccoli ramoscelli, a volte persino nidi o palline di muschio. Il mix perfetto per creare un tappo. Quando l’acqua non riesce a defluire, aumenta il peso nella canalina, l’umidità ristagna e possono comparire:
- Traboccamenti vicino alle facciate, con aloni e infiltrazioni
- Gocciolamenti continui che rovinano intonaco e legno
- Pluviali ostruiti, cioè il vero collo di bottiglia del sistema
L’obiettivo non è solo “togliere lo sporco”, ma ripristinare un flusso libero fino allo scarico.
Il metodo più sicuro da terra: idropulitrice con sonda spurgatubi
Se vuoi un approccio quasi “da professionista”, questo è quello che mi ha convinto di più perché non richiede di camminare sul tetto e lavora dove serve davvero, nel tubo di discesa.
Come fare, passo dopo passo:
- Individua dove il pluviale scarica (a terra, in un pozzetto o in una griglia).
- Inserisci la sonda spurgatubi dal basso verso l’alto.
- Avanza lentamente finché senti resistenza, di solito è il tappo.
- Aziona la pressione e lascia che il getto disgreghi l’ostruzione, la sonda inizierà a “mangiare” spazio.
- Procedi fino a sentire che il tubo è libero, poi fai qualche passata di pulizia.
Un dettaglio che conta: tieni la pressione sotto controllo e lavora a impulsi, così eviti schizzi inutili e riduci il rischio di spingere il blocco più su.
Alternativa pratica: slitta di pulizia nella grondaia (una sola salita sulla scala)
C’è un sistema comodo quando il problema è soprattutto nella canalina, non nel pluviale. Si tratta di una slitta collegata a un tubo lungo (anche 20 metri) da usare con una idropulitrice. L’idea è semplice: la appoggi in grondaia e poi gestisci tutto da terra.
- Salisci in scala solo per posizionarla in sicurezza.
- Da terra azioni la pistola, gli ugelli spingono la slitta in avanti e lavano via lo sporco.
- Procedi a tratti, controllando che l’acqua defluisca verso le bocche di scarico.
È un ottimo compromesso se vuoi limitare al massimo i movimenti in altezza.
Per detriti asciutti: soffiatore per foglie (quando la pendenza lo permette)
Se il tetto è a bassa pendenza e il materiale è asciutto, il soffiatore può fare miracoli. Non è la soluzione universale, ma è veloce.
Consigli pratici:
- Indossa sempre occhiali protettivi (le grondaie sparano fuori di tutto).
- Lavora a raffiche brevi, dirigendo i detriti verso un punto di raccolta.
- Evita se trovi fango compatto o residui bagnati, lì l’aria non basta.
Se preferisci il manuale: più controllo, ma con protezioni
A volte vuoi semplicemente vedere cosa stai togliendo. In quel caso servono strumenti semplici ma giusti:
- Guanti protettivi
- Paletta per grondaie (o una paletta stretta)
- Secchio o sacco robusto
- Scala stabile (meglio ancora un piccolo trabattello)
Trucco utile: inizia dalla bocca di scarico e procedi allontanandoti. E sì, è più facile quando i detriti sono leggermente umidi, si staccano in “blocchi” invece di sbriciolarsi.
Pluviali ancora bloccati? La mossa finale
Se dopo la pulizia l’acqua scende lenta, prova così:
- Risciacquo con tubo da giardino dall’alto (se accessibile) o dal punto di scarico.
- Se non basta, usa una spirale da idraulico (serpente) per agganciare ed estrarre il tappo dal basso.
Qui l’obiettivo è ripristinare il passaggio, non “spingere e sperare”.
Controllo finale: il test che ti dice la verità
Concludi sempre con un risciacquo abbondante, anche una secchiata di acqua calda va bene. Se l’acqua scorre rapida e senza gorgoglii, hai finito davvero. E la prossima pioggia, invece di spaventarti, ti farà solo tirare un sospiro di sollievo.




