Ti è mai capitato di guardare il bonifico dell’affitto e pensare, “ok, questo mese ho lavorato soprattutto per il proprietario”? Ecco, il Bonus Affitto 2026 nasce proprio per alleggerire quel peso, ma lo fa in un modo meno “sportello e moduli” di quanto immagini: spesso non si presenta nessuna domanda separata, si passa dalla dichiarazione dei redditi. Il punto vero è capire se rientri nei requisiti e quali documenti tenere pronti.
Che cos’è davvero il Bonus Affitto 2026 (e perché conviene)
Parliamo di una detrazione IRPEF sul canone di locazione. Tradotto nella vita reale, significa che una parte dell’affitto può ridurre le tasse che devi pagare, oppure tornarti indietro come rimborso, a seconda della tua situazione fiscale.
La logica è questa: lo Stato ti riconosce una percentuale del canone, entro certi limiti, se appartieni a una delle categorie previste e se il tuo contratto e la tua casa rispettano determinate regole.
Chi ne ha diritto: le tre categorie “chiave”
Qui si gioca tutto. Il Bonus Affitto 2026, in base alle indicazioni più diffuse, riguarda soprattutto giovani under 31, studenti universitari fuori sede e neoassunti che si spostano per lavoro.
1) Giovani under 31 (20-31 anni non compiuti)
È la casistica più chiacchierata, e spesso anche quella che genera più dubbi.
Requisiti tipici:
- Età tra 20 anni e 31 anni non compiuti
- Reddito complessivo annuo non oltre 15.493,71 euro
- Contratto di locazione registrato (conforme alla disciplina della legge 431/1998)
- Immobile adibito a residenza principale, diversa da quella dei genitori
- Ammessa anche la stanza singola, se il contratto è regolare
- Esclusioni frequenti: immobili di lusso, alloggi ERP, locazioni turistiche
In pratica, se hai cambiato casa per renderti autonomo e il tuo reddito è entro soglia, qui potresti avere una detrazione interessante.
2) Studenti universitari fuori sede
Questa parte è molto “documentale”, perché oltre al contratto entrano in gioco distanza e carriera universitaria.
Requisiti tipici:
- ISEE fino a 20.000 euro
- Università in provincia diversa dalla residenza (con vincoli di distanza, spesso ≥ 100 km, oppure ≥ 50 km in zone svantaggiate)
- Non essere fuori corso oltre 1 anno
- Crediti formativi: almeno 10 CFU (dal 2° anno) o 25 CFU (anni successivi) entro una data indicativa, spesso 10 agosto
- Contratto di affitto registrato
Se sei studente, il consiglio è semplice: non fidarti della memoria. Recupera subito certificazione CFU e documenti di iscrizione, perché sono quelli che salvano la detrazione in caso di controlli.
3) Neoassunti che cambiano città
Questa categoria è perfetta per chi ha firmato un contratto e si è spostato per iniziare “la vita adulta” in un posto nuovo.
Requisiti tipici:
- Contratto a tempo indeterminato stipulato nel 2025
- Trasferimento della residenza oltre 100 km dalla precedente (anche nella stessa regione, se la distanza è rispettata)
- Reddito da lavoro dipendente 2024 fino a 35.000 euro
- Casa in affitto usata come abitazione principale
Quanto vale: importi e durata
La detrazione è pari al 20% del canone annuo, con due paletti molto concreti:
- minimo 991,60 euro
- massimo 2.000 euro all’anno
E la cosa che molti si perdono: può valere fino a 4 anni consecutivi, se continui a rispettare i requisiti.
| Categoria | Detrazione (regola) | Min | Max | Durata |
|---|---|---|---|---|
| Giovani under 31 | 20% canone annuo | 991,60 € | 2.000 € | fino a 4 anni |
| Studenti fuori sede | 20% canone annuo | 991,60 € | 2.000 € | annuale (se requisiti ok) |
| Neoassunti | 20% canone annuo | 991,60 € | 2.000 € | fino a 4 anni (se previsto) |
Come fare “domanda” (spoiler: spesso non esiste una domanda)
Qui arriva la parte che sorprende: nella maggioranza dei casi non si presenta una domanda separata. Si indica tutto nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi Persone Fisiche), inserendo i dati dell’affitto secondo le istruzioni.
Da conservare con cura:
- Copia del contratto registrato e ricevuta di registrazione
- Documenti su residenza e reddito
- Per studenti: attestazione ISEE, iscrizione e certificazione CFU
- Per neoassunti: contratto di lavoro e prove del trasferimento
Poi i controlli, se arrivano, li gestisce l’Agenzia delle Entrate. E a quel punto avere tutto ordinato fa la differenza tra un bonus tranquillo e un mal di testa.
Attenzione a cumulabilità e aggiornamenti
Due dettagli finali, ma decisivi:
- La detrazione spesso non è cumulabile con altri contributi pubblici sullo stesso affitto
- Alcune misure “speciali” viste negli anni passati non sono sempre confermate, quindi conviene verificare eventuali aggiornamenti normativi e locali
Se vuoi inquadrare bene la logica della detrazione e come si riflette sulle tasse, il concetto chiave è l’IRPEF: è lì che il bonus si traduce in soldi risparmiati o recuperati.

